Fiume in piena

Il ponte di legno nel video è sul fiume Sambano. Si trova sulla strada nazionale 27 che noi percorriamo periodicamente per andare verso la città e dista da Analavoka circa 30 Km, quindi 20 Km da Ihosy.

Era mercoledì, 18 Gennaio scorso. Mi trovavo a Ihosy per fare delle commissioni e desideravo rientrare ad Analavoka prima di far buio. Nel pomeriggio mi preparo alla partenza quando vedo dei nuvoloni arrivare proprio da est: la mia direzione. Le persone che incontro mi fanno presente che forse non è il caso di andare – arriva l’acqua e le strade diventano fiumi. Ma siccome ancora non inizia a piovere, rischio.

Uscito da Ihosy, appena le ruote della vecchia Galloper accarezzano la polvere della strada sterrata che mi  deve riportare a casa, lampi e tuoni che ti gelano l’anima si scatenano. In men che non si dica, la strada inizia ad allagarsi e l’acqua a scorrere violentemente: ormai mi sento su un motoscafo.

Dopo solo 10 Km: mmmhhh!!! forse non ce la faccio,  non riuscirò ad arrivare.  La strada la conosco pur non vedendola, ma mi preoccupa il Sambano. Già dalla mattina in città circolava la notizia che il fiume era alto.

Mi fermo e la bilancia morale nella mia testa inizia a fare il suo lavoro inclinandosi prima da una parte e poi dall’altra: torno in dietro o vado avanti rischiando di rimanere bloccato sino all’indomani? Mi era già successo e non avevo molto gradito. Quando ormai la bilancia pendeva sul “torno indietro” ecco in lontananza, ma molto “in lontananza”, vedo un timido celestino che si mostra impaurito all’orizzonte. In una frazione di secondo la bilancia di colpo si sposta sul “andiamo avanti”- la voglia di rientrare a volte ci espone a dei “piccoli” rischi.

Dopo qualche istante eccomi di nuovo sul “motoscafo” Galloper ad insultarmi per essere stato azzardato. La pioggia continua, la strada non si vede ancora. Dopo cinque chilometri dalla fatidica decisione mi trovo ai piedi di una collina. L’acqua scorre giù con forza e cerco di far memoria dei tratti difficili, e mentre continuo ad insultarmi, arrivato sulla collina, vedo il villaggio di Sambano in lontananza. Dei piccoli raggi si sono fatti strada tra i nuvoloni. Ormai dopo aver scaricato il loro terrore non incutono più paura a nessuno. Che sollievo!!!! mi fermo, scendo dalla macchina e i miei polmoni si riempiono di aria umida che sa di terra fresca e di vita pronta a farsi strada.

Ma il pericolo ancora non è del tutto passato… come sarà il Sambano? avrà superato il ponte? coraggio altri 5 Km e lo sapremo… dietro quella curva mi aspetta la risposta.

Purtroppo un grosso albero di Manga copre la visuale e rende il momento ancora più intrigante. Una grossa pozzanghera mi fa temere il peggio: ecco ci siamo!!! Non ci posso credere l’acqua è a un pelo dal ponte!!! Mi affretto ad attraversarlo anche se dall’altra parte del fiume il cielo blu mi da la certezza di un rientro sicuro a casa!!!

Appena attraversato il fiume, mi fermo un istante, voglio godermi quel momento. Quelle acque che ti davano la sensazione di volerti travolgere, non hanno potuto far niente: voi chiamatela come volete io la chiamo “provvidenza”.

Se sappiamo metterci all’ascolto, Dio ci parla anche attraverso gli eventi naturali e le vicissitudini che nascono dalle nostre decisioni. L’acqua pronta a spazzare tutto si può attraversare grazie ad un piccolo ponte di legno. Quel ponte, in quel giorno, per me è diventato un simbolo del mio lavoro missionario: essere un opportunità, un mediatore di misericordia, perché gli uomini possano attraversare le acque impervie della vita e trovarsi “vis a vis” con Dio.

Forse in tempi normali il ponte di Sambano, trovandosi a più di cinque metri dal livello ordinario del fiume, passa quasi inosservato e si presenta goffo, così come a volte mi sento anch’io. Ma quel ponte goffo di legno che non chiama l’attenzione, nei momenti decisivi diventa l’unica strada per arrivare a destinazione.

Che Dio doni ad ognuno di noi la forza di comprendere che la cosa più importante per stare con gli altri non è l’apparenza. Non importa se sei di cemento o di legno, ad arco o ad un’unica campata, ma il coraggio di essere e diventare un’opportunità e un mediatore di misericordia per il fratello che ti sta accanto, appunto, un ponte che porti alla felicità nelle intemperie della vita.

11 Risposte

  1. Francesca Mastino ha detto:

    Caro Don Emanuele
    Il fiume Sambano. in piena ,questa situazione, il popolo Bara in Madagascar deve affrontarla spesso e tu in prima persona per metterti a servizio di questo splendido popolo con misericordia e fraternità .Questa situazione come la descrivi e una metafora ,una riflessione sulle difficoltà che la vita ci presenta ma ci spinge a non mollare mai a metterci in gioco ,andare avanti o fermarci?
    Metterci , nelle mani di Dio,Grande Padre misericordioso.
    Grazie don Emanuele .

  2. Maria giovanna poledda ha detto:

    Sei un grande e ci manchi tanto

  3. Simonetta ha detto:

    Durante la lettura mi sono passati davanti i “miei” ponti! Mi è sempre piaciuto il ponte proprio per questo suo ruolo… unisce ma allo stesso tempo sfida, attira, intriga… che grande cosa i ponti!!! Lettura chiara e profonda! Questo tipo di lettura, a me personalmente, colpisce molto… sono quel tipo di letture che non ti insegna ma ti rende testimone inaspettata… e l’apprendimento diventa conseguenza e non obiettivo.
    Simo.

  4. Tonino Sanna ha detto:

    Ciao Emanuele….la prossima volta, almeno, portati un salvagente. Il Signore ti protegga sempre…
    Un abbraccio.
    Tonino Sanna

  5. mariangela cau ha detto:

    Carissimo ti ringrazio di questa splendida lettera che dà modo di riflettere, e avere fiducia in Dio. Mi manchi caro padre spirituale.Mariangela

  6. Usaiangela ha detto:

    Ci manchi don emanuele

  7. Pina ha detto:

    Ciao Don Emanuele, ho letto con molta attenzione la tua metafora sul fiume. Mi è piaciuta tanto e mi ha portato a riflettere sulla vita, che a volte ci appare difficile, piena di ostacoli difficili da superare, a quanto spesso ci nascondiamo dietro scuse banali che ci disturbano e allontanano dagli obiettivi! Ma basta un ponte…e ritorna il coraggio e la speranza di poter farcela…! Questa è la nostra vita! Grazie Don Emanuele! Che Dio la benedica!

  8. Valentina ha detto:

    Grazie per avermi reso partecipe della tua esperienza e riflessione…ci manchi tanto!!! Buona fortuna

  9. Gabriella ha detto:

    “Un ponte solitamente ci porta dall’altra parte per percorrere e arrivare a destinazione”Tu descrivi benissimo gli ostacoli che possiamo incontrare, in primis quelli dentro di noi che ci impediscono di andare oltre le nostre convinzioni e certezze che ci bloccano nelle decisioni. In questo mi inerrogo….ho l’udito del cuore attento, per ascoltare Dio che mi parla attraverso un fiume in piena e mi offre la chiave per servire i fratelli, per entrare nel Regno dei Cieli, o è solo una lettura del messaggio come tanti altri? Grazie di cuore don Emanuele i tuoi insegnamenti non conoscono le distanze.

  10. Isabella Uras ha detto:

    Bellissima lettera, mi sono commossa grazie. Ti aspettiamo, un abbraccio affettuoso a tutti.

  11. Teresa Muresu ha detto:

    …quelle acque non hanno potuto far niente!….E”‘ bastato un bagliore celeste in cielo per decidere di andare avanti con coraggio! Un cenno saputo cogliere al momento giusto, proprio così ..Splendida metafora della nostra esistenza che ci fà riflettere , ci dà coraggio e la speranza che tante cose si possono migliorare! Grazie don Emanuele! Un caro abbraccio

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