Sono tanti gli eventi che questo nuovo album vuole raccontare: i battesimi nel villaggio di Amboakitsy; l’incontro dei giovani del distretto nel villaggio di Anosibe; le visite alle famiglie e gli incontri personali, ecc. Ma una  foto mi ha colpito in modo particolare la mamma col bambino…

Quando visiti una famiglia ti accorgi subito che la rappresentazione di intimità, discrezione e spazio vitale per il popolo bara non ha gli stessi bordi, la stessa tonalità e le stesse sfumature del popolo sardo! Tra il posto del letto, l’angolo cottura e lo spazio per conservare tutto il necessario, non rimane molto spazio per sedersi. Alla fine però una volta che si siede l’ospite tutti trovano posto, e quando pensi che ormai non ci stia più nessuno, basta stringersi ancora un po’ che uno spazietto si ricava sempre.

Non é facile poter catturare con un click i momenti di vita quotidiana. Primo perché non é bello stare sempre con la macchina fotografica in mano. Secondo perchè come minimo si aspettano che tu gli ascolti e dopo, per lo meno, che dica due parole. Terzo bisogna essere un buon fotografo…

Questi “momenti” li puoi rendere solidi solo nella memoria. Sono lezioni preziose che difficilmente si possono ripetere: la verità dell’uomo che si fa vedere in un attimo… ma ogni tanto, con un po’ di fortuna, si riesce a catturarli anche con la luce giusta… La mamma con il bambino, suscitano in me emozioni e pensieri… Ci vorrebbe un libro per raccontaverli, ma posso riassumere tutto con un grazie a Dio e alla sua provvidenza!!!

Però questo album lo voglio dedicare a una persona che come un soffio e come un fiore é entrata nella mia vita e ha trovato un posto d’onore. È la bambina nella foto della testata di questa pagina e di altre foto dell’album già pubblicate, ma che vi ripropongo. Il suo nome era Prisca e aveva sei anni. Venerdì primo giugno scorso ci ha lasciato per unirsi alla schiera degli angeli. Aveva bussato alla porta della casa famiglia appena quattro mesi fa, nel mese di febbraio. Soffriva di una forma acuta e cronica di artrosi alle gambe, non riusciva a camminare e pativa anche di un male che qua colpisce l’80% dei bambini: la malnutrizione.

La notte di Pasqua ha iniziato la febbre e il mal di testa forte, dopo due settimane di ricovero nell’ospedale più vicino ancora niente, non si sa cos’abbia, in più si è aggiunta anche una paralisi facciale. Dove andare? cosa fare? Deve andare nella capitale: 15 ore di macchina infinite. Si scopre che nella testa hanno preso casa dei parassiti e la fanno da padroni deponendo anche  le loro uova. Tre giorni dopo entra in sala operatoria, ma  non si riprende, così  ecco la seconda operazione alla testa. La fine già la conosciamo.

Ma l’eroe di questa storia è la mamma. Donna senza marito e con sette figlie: Prisca non è la più piccola, ce ne sono altre due dopo di lei. Donna discreta e premurosa, infatti non ho nessuna foto da mostrarvi.

Riuscite ad immaginare cosa abbia potuto vivere questa donna? Senza offesa… penso proprio di NO!!! Nessun uomo dovrebbe vivere esperienze del genere! potrei raccontarvi dettagliatamente tutti gli ostacoli, difficaltà e situazioni complesse che ha dovuto affrontare e superare… ma se non riuscite ad immaginare a che serve?

vi lascio con una frase di Martin luther King:

può darsi che non siamo responsabili di ciò che sta avvenendo intorno a noi ma lo diventeremo se non facciamo nulla per cambiarlo…

Aprile – Maggio 2018

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10 Risposte

  1. Simonetta ha detto:

    Articolo divorato in pochi secondi, eppure non ho bisogno di rileggerlo. Quando il cuore è ferito, la luce riesce ad entrare. Grazie.

  2. Mastino Francesca Antonia ha detto:

    Grazie di cuore x quello che fate x i piu poveri ,anche x noi ,gente con tanto benessere materiale ,che non sa capire e aprezzare e manca di misericordia!

  3. Pina ha detto:

    Non ho parole..persone che ho incontrato. Visto da vicino e stretto tante mani .persone con una dignità invidiabile. Come ho appena detto non ho parole ma tante lacrime.

  4. Pina ha detto:

    Grazie di cuore…Di fronte a tutto questo…quelli che noi chiamiamo problemi…non sono niente! Ogni parola mi offre spunti di riflessione e tanta voglia di ringraziare per ciò che la vita mi ha donato..Grazie don Emanuele…leggerò più attentamente e con calma ciò che mi hai inviato!

  5. Luciana ha detto:

    Prisca è stata e rimarrà sempre una parte di noi … Figlia di tutti noi … Abbiamo seguito a distanza il suo calvario , giorno dopo giorno , e le vostre lotte per salvarla . Ci siamo sentite impotenti… Ogni cattiva notizia un pugno alla stomaco , ogni piccola ripresa un segno di speranza ….
    Grazie don Emanuele a te e a suor Leonarda per averci coinvolto e avere fatto tutto il possibile per salvarla ❤️

  6. Nanna ha detto:

    Grazie Emanuele per aver condiviso anche con me questa tua esperienza. Una penso tra tantissime,perché purtroppo i beni che servono per vivere in modo dignitoso sono distribuiti male….chi troppo chi nulla….magari si potesse fare di più io posso pregare per questi nostri fratelli sfortunati e per voi missionaro che fate tanto, ma yanto

  7. Gabriella ha detto:

    Come sempre queste tue parole sono provvidenziali , sono capaci di riportare i nostri giorni distratti , alle realtà che non vogliamo sentire e vedere.
    Grazie di cuore, sembra banale, ma mi sento responsabile perché anche io non faccio abbastanza per il cambiamento.
    Un abbraccio grande don Emanuele!!

  8. filippina ha detto:

    Ciao Don Emanuele…sempre all’opera! Grazie per questi momenti di vita quotidiana..e per questi momenti speciali..come donare e ricevere il Battesimo!questi momenti allevano il cuore stretto nel dolore e le lacrime per la povera sorte del piccolo angelo di Prisca. …pregherò per lei e soprattutto per la famiglia e per la sua mamma…
    I figli sono pezzi di cuore parte di sé stessi..il dolore è immenso.
    Un saluto a presto e buona missione a tutti voi e grazie per quello che riuscite a fare per tutte queste persone ..

  9. Vanna ha detto:

    Prisca… La nostra nipotina… Così l’abbiamo considerata fin dal principio, perché è così che ci sentiamo : “delle zie”❤
    Ed è grazie a voi che ci fate conoscere queste realtà, con i rispettivi disagi, che noi cerchiamo di crescere e migliorarci come persone e come cristiani. Prisca ha sofferto tanto, ma si è sentita amata, accolta e cullata, non solo dalla sua mamma devota ma anche da voi…E spero le sia arrivato anche tutto il nostro amore…
    Grazie per ogni carezza, ogni gesto, ogni sacrificio che fate in nome di colui che ha detto: “Ama il prossimo tuo come te stesso”,nella carità e nella povertà.

  10. Nanni Terrosu ha detto:

    Penso che ……. se gli uomini hanno dimenticato queste persone, sfruttando le loro terre e lasciando in stato di povertà assoluto questi bimbi, Dio ha mandato un messaggio terra degl’Angeli custodi, che con poco riescono a dare forza, fiducia e sopratutto sostegno nella fede….grazie da parte mia, nella speranza che un domani, spero non lontano, riesca a fare quel viaggio promesso..

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